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Informazioni

Indirizzo:

via Duomo

Comune:

Gallipoli

Coordinate GPS:

40.054737 , 17.976277

Orario:

8-12;16-19, domenica solo mattina (suscettibili di variazioni)

Segnaletica:

Si

Accesso Disabili:

No

Contesto:

Il Duomo è collocato nel punto più alto del centro storico della città. Il prospetto si affaccia in via Duomo, una traversa di via Antonietta De Pace, il principale asse viario di Gallipoli.

Info:

Tel. 0833 261987. Per informazioni rivolgersi allo IAT di Gallipoli in via Antonietta De Pace, 108 tel. 0833.262529, indirizzo e-mail iatgallipoli@viaggiareinpuglia.it (fonte http://www.viaggiareinpuglia.it).

Link:

http://www.cattedralegallipoli ...

http://www.comune.gallipoli.le ...

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Cattedrale di S. Agata

Mirabile esempio del barocco gallipolino è la Cattedrale di S. Agata, edificata nel Seicento al posto di una più antica chiesa romanica, dedicata a S. Giovanni Crisostomo. I lavori furono avviati nel 1629 su disegni di Giovanni Bernardino Genuino e per mano di Scipione Lachibari e Francesco Bischetimi ma vennero ultimati dal famoso architetto Giuseppe Zimbalo, protagonista del Barocco leccese.

Interamente realizzata in carparo locale (come buona parte delle chiese gallipoline), la facciata della Cattedrale è divisa in due ordini da una trabeazione con andamento “a greca”. L’ordine inferiore è scandito da lesene di ordine dorico che inquadrano, oltre ai portali di accesso, due nicchie ospitanti le statue dei Santi protettori Fausto e Sebastiano. Al di sopra del portale centrale si trova un’altra nicchia nella quale è collocata la statua di S. Agata. Nel secondo ordine è maggiormente visibile l’apporto fornito da Giuseppe Zimbalo nella fase finale della costruzione della chiesa. Nelle nicchie ai lati della finestra centrale sono collocate le statue di S. Marina e S. Teresa d’Avila mentre i busti di S. Agostino e S. Giovanni Crisostomo campeggiano sui riccioli delle volute di raccordo. La facciata è ultimata in alto da un frontone recante l’iscrizione 1696, ovvero la data che sancisce la fine dei lavori della facciata.

 

La chiesa al suo interno presenta una pianta a croce latina, è divisa in tre navate separate da grandi arcate ed arricchita nel presbiterio da un prezioso coro barocco in noce, finemente intagliato dall’artista tedesco Giorgio Aver.

Dodici altari barocchi si susseguono lungo le pareti laterali della chiesa. Nella navata sinistra si trovano cinque altari dedicati a Sant'Isidoro, San Francesco di Paola, Epifania o Adorazione dei Magi, Madonna della Grazie e Sant'Agata. La navata destra è arredata con altri cinque altari consacrati a San Sebastiano, Immacolata Concezione, Anime del Purgatorio, Assunta, Incoronazione di Maria mentre il transetto ospita i due altari della Madonna del Soccorso e del Santissimo Sacramento.

 

La peculiarità della chiesa è però rappresentata dal suo imponente patrimonio pittorico: ampie tele sei-settecentesche rivestono le pareti laterali, il presbiterio ed il soffitto.

 

Due sono i principali artefici di tali opere: primo fra tutti il pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola, qui autore delle seguenti pale d’altare:

L’Incoronazione della Vergine tra i SS. Oronzo e Nicola (primo altare a destra),

L’Assunzione della Vergine (secondo altare a destra),

Le Anime del Purgatorio (terzo altare a destra)

Il Martirio di S. Agata (altare nel braccio sinistro del transetto)

S. Giorgio (braccio destro del transetto)

L’Adorazione dei Magi (terzo altare a sinistra) in cui è possibile scorgere un autoritratto di Coppola nell’uomo raffigurato in basso a destra dietro la colonna con lo sguardo rivolto ai fedeli (una curiosità: nel XIX secolo la censura ecclesiastica impose un intervento che occultasse il particolare sconveniente di due cagnolini che si mordicchiavano),

Il Miracolo di S. Francesco di Paola (secondo altare a sinistra) dove si riconosce nell’ultimo personaggio a destra un altro autoritratto del Coppola. In questo dipinto è raffigurato il miracolo della liberazione dell’indemoniata dal cui petto fuoriescono piccoli diavoli in volo, simbolo dell’avvenuto esorcismo per mano del Santo. La figura della donna in abito rosso in primo piano a destra venne ritoccata nel  XVIII secolo quando sembrò disdicevole il grande pancione nudo con cui originariamente la donna appariva e al quale indicava il bambino sottostante. La censura ecclesiastica fece a tal proposito rivestire l’intera figura con una veste rossa.

In tutte queste opere colpisce lo stile raffinato dell’autore, caratterizzato da una vivace gamma cromatica, dalle figure allungate e dalle pose eleganti e monumentali.

 

Nel XVIII il nuovo vescovo, il napoletano Oronzo Filomarino, convocò un nuovo pittore a Gallipoli per  ultimare l’opera già iniziata dal Coppola. Buona parte dei dipinti che decorano gli altri altari della chiesa è stata realizzata infatti da un artista napoletano, Nicola Malinconico, discepolo di Luca Giordano e qui autore di grandi tele scenografiche, come:

un monumentale dipinto che decora la controfacciata della chiesa, raffigurante la Cacciata dei profanatori dal Tempio,

le tele collocate nelle cappelle in fondo alle navate e raffiguranti Il Sonno di Saul, Adorazione dei Vegliardi (a destra), lo Sposalizio di Maria e Fuga in Egitto (a sinistra),

le grandi tele del presbiterio (Entrata in Gerusalemme, il Miracolo del Paralitico ed il Sepolcro di S. Agata),

la grande tela  situata all’incrocio dei bracci nella quale è dipinto il Martirio di S. Agata,

i tre dipinti nel soffitto della navata centrale,

infine il ciclo con le Storie del Rinvenimento della Mammella di S. Agata.

 

Nel quarto altare a sinistra si trova invece una Madonna con Bambino tra S. Andrea e S. Giovanni Battista dipinta da Gian Domenico Catalano e qui inserita dallo stesso Coppola in una cornice con Storie di Santi.

 

Degni di interesse sono inoltre il fonte battesimale e l’altare di S. Agata, realizzato su disegno dell’architetto leccese Mauro Manieri.

 

 

Fonti

Gallipoli. Guida storica ed artistica, M. De Mario, Capone Editore, 2002.

 

 

 

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