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Informazioni

Indirizzo:

via Leuca Piccola

Comune:

Morciano di Leuca

Coordinate GPS:

39.862004 , 18.322615

Orario:

Dal Mercoledì alla Domenica 15-19

Segnaletica:

No

Accesso Disabili:

No

Contesto:

Nella periferia della cittadina di Barbarano del Capo, vicino ad un bel tratto di campagna.

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Santuario di Leuca Piccola

Alla periferia di Barbarano del Capo si trova un complesso monumentale chiamato Leuca Piccola, costruito tra il 1685 ed il 1709, oggi conserva il fascino di un borgo fuori dal tempo. Collocato lungo l’antica via di pellegrinaggio che conduceva al Santuario di Santa Maria di Leuca Finibus Terrae, veniva utilizzato come l’ultimo luogo di sosta e preghiera per i viandanti lì diretti.

La struttura originaria era una chiesetta mariana edificata dai primi Cristiani della zona al posto di un preesistente tempio di Minerva, poi ampliata e trasformata nella Chiesa di S.  Maria di Leuca del Belvedere nel XVII secolo da don Annibale Capece, sacerdote appartenente alla nobile famiglia feudataria di Barbarano che fondò l’intero complesso.

Sull’ ingresso svetta ancora lo stemma dei Capece (il leone rampante).

L’esterno è caratterizzato da un pronao neoclassico mentre l’interno è affrescato con immagini di santi appartenenti all’area latina e greca, oggi poco leggibili a causa dell’incuria ma anche dei gravi danni arrecati, secondo le voci del luogo, da chi si accanì con i picconi contro queste opere alla ricerca dell’acchiatura ( ovvero il tesoro spesso nascosto in passato in chiese, conventi e palazzi).

Tra i santi raffigurati:

San Francesco di Paola

San Leonardo raffigurato con la catena, in quanto protettore di coloro che sono stati carcerati ingiustamente

 San Gennaro con le sue famose reliquie, le ampolle del suo sangue

Santa Lucia con gli occhi sul piattino poiché protettrice della vista (dal suo nome Lucia, Lux ovvero luce)

San Pasquale Baylon

San Lazzaro (della parabola con il ricco Epulone) con una borsa nella quale conserva le opere buone da consegnare a Dio;

Santa Barbara, protettrice contro i fulmini e le morti violente

Sant’ Oronzo, protettore di Lecce

Santa Marina

Sulla volta invece sono affrescati i quattro Evangelisti (S. Matteo, S. Luca, S. Marco e S. Giovanni) legati dalla sigla JHS (Gesù Salvatore del Mondo).

 

La parte superiore della chiesa era adibita a torre dove i pellegrini potevano rifugiarsi in caso di attacchi da parte dei nemici.

I locali antistanti la chiesa erano adibiti a locanda e stalle per gli animali.

Nelle rimesse un’iscrizione informava:

 

“Ferma il piè passegger
Non dar più passo che qui
Trovi comode rimesse
Don Annibal Capece, il qual ci eresse
Ci destinò pel forestier in spasso”

La piazza è scandita da grandi arcate neoclassiche dove un tempo erano collocati i punti vendita dei mercanti della zona mentre un grande portale introduceva ad una vasta area utilizzata per un fiorente mercato. Nelle vicinanze della chiesa troviamo invece una fontana e una delle pile per far abbeverare gli animali.

Secondo le voci del luogo, in origine davanti a questi ambienti era collocata una lastra di pietra leccese con incise dieci P, acronimo che ammoniva i clienti della locanda affinché non esagerassero col vino:

 

Parole Poco Pensate Portano Pena Perciò Prima Pensare Poi Parlare.”

 

Nella corte vicina alla Chiesa si può accedere ai grandi sotterranei, interamente scavati nel carparo dove furono scavate cuccette per fornire ristoro e riposo ai pellegrini che qui trovavano un’altra sala adibita alla preghiera e tre grandi pozzi di acqua sorgente della profondità di 15 metri dove dissetarsi.

All’ingresso infatti si può leggere quest’iscrizione:

 

“Don Annibal Capece or mi feconda
Se un tempo sviscerar fece il mio seno
Entra qui dunque e ti trattenga almeno
L’ombra, il fresco, il vino e l’onda”

Purtroppo dall’Ottocento in poi il complesso è stato oggetto di ripetuti scempi, come la distruzione di diverse arcate per realizzare la strada che collega Morciano di Leuca a Barbarano o la strana scomparsa di pezzi storici come alcune pile. Solo nel 1988 si è potuto procedere, grazie all’interesse dell’amministrazione comunale, ad un restauro del complesso che ne ha permesso la sopravvivenza e la fruizione.

 

Fonti

 

http://www.torrevado.info

http://www.leuca.info.it

http://www.salogentis.it

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