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Informazioni

Indirizzo:

via Libertini

Comune:

Lecce

Coordinate GPS:

40.351443 , 18.16511

Orario:

periodo estivo (17/07 - 19/09) dalle ore 8.00 alle ore 13.00, dalle ore 16.00 alle ore 20.00 (fonte www.comune.lecce.it)- Orari suscettibili di variazioni.

Segnaletica:

si

Accesso Disabili:

No

Contesto:

collocata subito dopo Porta Rudiae, all’ingresso del centro storico ed in una delle vie più significative della città.

Info:

+39 0832 308540 (fonte www.paginebianche.it). Per informazioni più dettagliate su orari e giorni di apertura rivolgersi all’ufficio IAT (Informazione Accoglienza Turistica) di Lecce, collocato in via Vittorio Emanuele n.24, Tel: 0832.332463-248092.

Link:

http://www.turismo.provincia.l ...

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Chiesa del Rosario
L’originaria chiesetta trecentesca di S. Giovanni d’Aymo venne completamente ricostruita nel 1691 per i Domenicani dall’ormai anziano Giuseppe Zimbalo che qui, alla sua morte, volle essere sepolto. Il prospetto è diviso in due ordini  da una balaustra di colonnine decorata con statue che raffigurano le visioni del profeta Ezechiele. Nella sontuosa facciata spiccano le statue di S. Domenico di Guzman al di sopra del portale e della Vergine nella loggia centrale. L’ordine inferiore è animato a lato da paraste con sontuosi capitelli e  nella parte centrale da due possenti colonne scanalate con capitelli raffiguranti cavalli alati. Il portale  è arricchito nella parte superiore dallo stemma  dei Domenicani, oltre che dalla statua del fondatore dell’Ordine. Due edicole con statue di santi affiancano le colonne centrali.

Oltre la balaustra, nel secondo ordine della facciata, la decorazione si fa ancora più animata e ricca di rilievi fioriti e di pinnacoli floreali, rivelando a chiare lettere l’impronta stilistica dello Zimbalo, particolarmente avvezzo a sfarzosi e movimentati effetti plastici. La facciata si conclude in alto con una seconda balaustra più piccola ed un timpano spezzato, anch’esso rigogliosamente decorato da motivi floreali e statue, tra cui quella di S. Tommaso d’Aquino.

La chiesa è caratterizzata da un insolito impianto a croce greca intorno ad un vano ottagonale. Nel progetto originario dello Zimbalo, era prevista la realizzazione di una grande cupola, poi mai realizzata a causa delle notevoli dimensioni dell’edificio e sostituita da un soffitto a capriate lignee. Le navate sono contrappuntate da sfarzosi altari barocchi decorati con gli stemmi delle famiglie nobili di Lecce.

 Nel tamburo sono ammirabili:

-         Il cenotafio di Antonio De Ferrariis (detto il Galateo), uno dei più celebri umanisti pugliesi, insieme a ritratti ed epigrafi di marmo della metà del XVI secolo

-         La cappella del Battesimo di Gesù, realizzata da Domenico Passignano

-         L’altare di santa Caterina da Siena

 Addossate agli angoli dei bracci della croce sono le statue in pietra leccese raffiguranti (da destra in poi) San Tommaso d’Aquino, Sant’Agostino, San Paolo, San Pietro, San Gregorio Magno, Sant’Ambrogio e San Girolamo. Sempre agli angoli del transetto si trovano quattro piccole cappelle ospitanti altari dedicati a  San Tommaso d’Aquino, San Domenico, San Vincenzo Ferreri e San Pietro Martire.

 Nel braccio destro del transetto si trovano tre altari dedicati:

-         al Crocefisso

-         a Santa Rosa de Lima,  arricchito da una tela settecentesca di Serafino Elmo

-         all’Assunta con una pala seicentesca che reca lo stemma della famiglia Guarini di Lecce.

 Nel braccio sinistro della croce invece:

-         l’altare della Madonna del Rosario

-         l’altare della Natività della Vergine con una tela del Seicento

-         un Presepe dipinto ma corredato da statue lapidee di pastori.

 Nei pressi dell’altare maggiore si conservano diversi dipinti tra cui una pala seicentesca raffigurante la Predicazione del Battista realizzata da un pittore locale, Oronzo Letizia di Alessano.

Degno di nota è infine il pulpito che richiama nelle decorazioni le visioni dell’Apocalisse, unico esempio a Lecce di esemplare interamente realizzato in pietra locale.

Accanto alla Chiesa, si trova il Convento dei Domenicani, terminato nel 1408 ma interamente ricostruito nel XVIII secolo. Il prospetto, attribuito a Emanuele Manieri, è diviso in cinque parti da sei lunghe paraste e scandito da due maestosi portali sormontati da balconi. Interessante è anche il chiostro interno.

 

Fonti

Michele Paone, Lecce elegia del Barocco, Congedo Editore, Galatina (Lecce) 1999

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