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Informazioni

Indirizzo:

via Minerva 4, periferia sud di Otranto, tra Monte Lauro e Monte Ferro

Comune:

Otranto

Coordinate GPS:

40.140994 , 18.492596

Orario:

per Torre Pinta, occorre chiedere ai proprietari della masseria in cui è inserita.

Segnaletica:

Si

Accesso Disabili:

No

Contesto:

La vallata è in un contesto purtroppo alterato dalla costruzione recente del viadotto per agevolare il raccordo alla litoranea per S.M. Leuca. Torre Pinta è inserita in una masseria agrituristica.

Info:

Per maggiori informazioni rivolgersi ai proprietari della Masseria Torre Pinta o all’ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica IAT di Otranto, sito in Piazza Castello 8, tel. (+39) 0836 801436 (fonte http://viaggiareinpuglia.it).

Link:

http://www.comune.otranto.le.i ...

http://www.torrepinta.it

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Valle delle Memorie e Torre Pinta
Ci troviamo nel borgo della Minerva a nord di Otranto. La vallata delle Memorie, così denominata perché conserva tante testimonianze di un passato lontano, è uno scenografico anfiteatro naturale nel quale viene coltivata oggi la tipica cicoria otrantina.
Entrando nella Masseria Torre Pinta , siamo accolti in un vasto insediamento rupestre caratterizzato da celle e grotte create dall'uomo molti secoli fa. La morfologia è varia: alcune ricordano grotte preistoriche (poi sicuramente riutilizzate dai monaci bizantini), altre sono organizzate in diversi vani spesso a pianta circolare. Fra le più grandi è la cripta di San Nicola dalla planimetria articolata con tre ingressi frontali ed uno laterale.
Le origini dell'insediamento sono molto antiche e di difficile datazione ma è un dato certo che una comunità rurale si sia installata qui ai tempi del Monastero di San Nicola di Casole.
Spingendosi oltre, si può visitare su richiesta l'ipogeo di Torre Pinta costituito da un corridoio (dromos) coperto da volta a botte lungo 33 metri e da un vano a pianta circolare aperto superiormente e sormontato da una torre colombaia cilindrica, parte integrante della masseria fortificata e quindi di epoca successiva(secolo XVII). Secondo alcuni studiosi, data la posizione strategica della Torre, poteva trattarsi di piccioni viaggiatori utilizzati dal comando militare borbonico, secondo altri invece la torre ospitava normali colombi allevati dall'adiacente masseria.
Dal vano circolare partono a raggiera tre locali coperti a botte e caratterizzati da piccole nicchie che in passato si credeva fossero adibite alla conservazione di urne cinerarie di defunti. Non si conosce con certezza la loro funzione e l'esatta datazione ma l'alto gradino che corre lungo le pareti dell'ipogeo ricorda le costruzioni messapiche.
Inoltre alcuni studiosi hanno ipotizzato che l'ipogeo venisse utilizzato anche come calendario: i raggi del sole penetravano dall'alto nella torre e, a seconda dell'intensità e delle celle illuminate, si poteva risalire al periodo dell'anno e alla stagione, informazioni necessarie per la coltivazione delle terre circostanti.
All'entrata nel corridoio sulla destra si apre un piccolo ambiente circolare che, dato il ritrovamento di resti di altre grotte nella zona circostante, ha fatto pensare ad un più vasto complesso originario forse di epoca romana. Il nome della Torre deriverebbe dal boccale di birra e non dai colori della costruzione.
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