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REFERENDUM 12 E 13 GIUGNO 2011. I Quesiti su Acqua Pubblica e Nucleare

aggiunto da cristina il 2011-06-03

Comune di None
Descrizione
Il 12 e il 13 giugno si va a votare per il Referendum per dire 'SI' o 'NO' a quattro temi: la privatizzazione dell'acqua, i profitti sull'acqua, il legittimo impedimento e il nucleare.
Il Referendum sarà valido solo al raggiungimento del 50 % più uno degli aventi diritto di voto.
Domenica 12 si può votare dalle ore 8.00 alle ore 22.00 mentre
Lunedì 13 giugno, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.
Gli elettori dovranno presentarsi nella loro sezione elettorale portando con sé un documento d'identità valido e la tessera elettorale.
Per votare dovranno porre una X sulla risposta scelta in ciascuna delle quattro schede, una per ogni quesito. E’ importante, durante il voto, non sovrapporre le schede (hanno la caratteristica della carta carbone), pena l’annullamento del voto.
Per votare fuori sede, vedi qui.
Si tratta di referendum abrogativi: si dovrà votare SI se si vogliono cancellare le norme al centro dei quesiti,NO per confermare le norme vigenti.
Ecco nel dettaglio i quesiti riguardanti l’acqua e il nucleare.
1) Quesito ACQUA PUBBLICA -scheda colore ROSSO:
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione
L'abrogazione di questo articolo vieterà gli affidamenti di gestione del servizio idrico a società di capitali, concedendo tale gestione ad enti di diritto pubblico con la partecipazione di cittadini e comunità locali.
Se vince il SI: il servizio idrico è gestito da enti pubblici.
Se vince il NO: la gestione del servizio idrico può essere affidata ad aziende private e a grandi multinazionali.
PERCHE’ VOTARE SI?
- Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale.
- Si dice che la situazione attuale, gestita dal pubblico, è tutt’altro che perfetta (sprechi, costi alti, malfunzionamento) e che è preferibile, per un miglioramento del servizio, affidarla ai privati.
Per smentire questa convinzione, basta osservare la realtà.
Gli esempi a livello internazionale di privatizzazione dell’acqua parlano da soli (a dimostrazione del fallimento dell’esperienza della gestione privata, Parigi dopo 25 anni è tornata alla gestione pubblica).
Ma senza andare troppo lontano, basta dare un’occhiata a quei comuni italiani ( ad esempio Agrigento, la provincia di Frosinone e di Latina) dove la norma è stata già tradotta in realtà da diversi anni (anche prima del decreto Ronchi).
- La privatizzazione non può essere la soluzione, soprattutto in Italia, dove il privato (non solo per la gestione dell’acqua) non è certo una garanzia di trasparenza, efficienza e legalità. La gestione privata, in assenza di controlli e in un contesto socio-politico più che favorevole alla corruzione, non può che trasformarsi in speculazione e  profitto.
Qual è allora l’ alternativa? La difesa di una virtuosa e trasparente gestione pubblica dell'acqua, grazie alla partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni e al controllo su un bene comune di vitale importanza. In Italia esistono, a tal proposito, alcuni esempi virtuosi (vedi il caso di Milano).
_______________________________________________________________________________________
2) Quesito ACQUA PUBBLICA determinazione TARIFFA- scheda colore GIALLO:
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma
La parte che si vuol modificare con questo referendum riguarda il comma che permette al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento del servizio. Significa che le tariffe dell'acqua possono essere aumentate arbitrariamente, giustificandole con investimenti.
Se vince il SI: le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.
Se vince il NO: le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo ed ottenere profitti garantiti sulla tariffa.
PERCHE’ VOTARE SI?
Perché in quanto bene pubblico, nessuno deve fare profitti con l’acqua. Se vincesse il NO o non si raggiungesse il quorum, le imprese che si faranno carico dei servizi di gestione, nonché dei costi di esercizio, potranno recuperare tali investimenti, aumentando in maniera arbitraria il costo delle bollette dell’acqua.
Si creerebbe così un vero e proprio business, che vede come principali attori multinazionali italiane e straniere. Ricordiamo che la gestione privata dell’acqua è già attiva in Italia da diversi anni e i risultati sono forse più eloquenti di qualsiasi richiamo idealistico sull’acqua come bene pubblico. È un dato di fatto che gli affidamenti degli ATO ad aziende miste o private, hanno comportato sostanziosi aumenti delle tariffe e quindi delle tasse per i cittadini.
Ma non basta. Ad un maggiore costo non corrisponde certo l’ efficienza della gestione privata, tanto declamata da chi si asterrà a questo referendum. I rincari non sono stati seguiti da investimenti per migliorare le infrastrutture o tutelare la qualità dell’acqua, a testimonianza che l’unica logica a imperare è quella del PROFITTO a danno dei cittadini. E i problemi dell’acqua in Italia sono ancora tutti lì … ma decisamente più cari.
_______________________________________________________________________________________
3) Quesito NUCLEARE- scheda colore GRIGIO:
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme
Si chiede l'abolizione di una parte del decreto legge ("disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge "con modificazioni" il 6 agosto dello stesso anno) che permette la costruzione e l'utilizzo di nuove centrali per l'energia atomica in Italia.
se vince il SI: in Italia non verranno costruite centrali elettriche nucleari.
se vince il NO: rimane valido il permesso di costruire centrali nucleari nel nostro territorio nazionale.
PERCHE’ VOTARE SI?
Per scartare definitivamente il nucleare come soluzione per il nostro Paese e scegliere l’alternativa dell’energie rinnovabili. Fukushima e Chernobyl sono solo gli esempi più eclatanti di quanto il gioco non valga affatto la candela e che l’unica strada possibile è la ricerca di un equilibrio più stabile tra umanità e natura. Secondo Greenpeace, “Al contrario di quanto l’industria nucleare e l’ENEL ci raccontano, costruire abbastanza centrali nucleari per ridurre in modo sensibile le emissioni di gas serra ci costerà miliardi di euro, produrrà decine di migliaia di tonnellate di scorie altamente radioattive, contribuirà alla proliferazione militare e non è immune da rischi di incidenti gravi e gravissimi. Inoltre, prosciugherà le risorse economiche necessarie a perseguire le vere soluzioni per evitare i cambiamenti climatici”.  E’ la prospettiva ad essere sbagliata. Più che interrogarsi su come produrre sempre più energia, il governo e la società tutta dovrebbero preoccuparsi di come risparmiarla e ridurre i consumi per poter garantire alle prossime generazioni un futuro migliore.
Esiste, infine, un’altra ragione per escludere il nucleare proprio in Italia. Lo dice un’accanita sostenitrice dell’energia nucleare come l’astrofisica Margherita Hack : “Penso […] che del nucleare oggi se ne possa fare a meno in Italia. Anche perché gli italiani sono poco affidabili: un paese dove, come si è scoperto all’Aquila, si può costruire mettendo sabbia nel cemento o tagliando piloni alle fondamenta, o dove la mafia si infiltra dappertutto, è un paese dove c’è da preoccuparsi. In queste condizioni, è meglio lasciar perdere impianti così pericolosi”.
Il 12 e il 13 giugno si va a votare per dire 'SI' o 'NO' a quattro temi: la privatizzazione dell'acqua, i profitti sull'acqua, il legittimo impedimento e il nucleare.

Il Referendum sarà valido solo al raggiungimento del 50 % più uno degli aventi diritto di voto. 
Domenica 12 si può votare dalle ore 8.00 alle ore 22.00 mentre lunedì 13 giugno, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.
Gli elettori dovranno presentarsi nella loro sezione elettorale portando un documento d'identità valido e la tessera elettorale. 
Per votare dovranno porre una X sulla risposta scelta in ciascuna delle quattro schede, una per ogni quesito.
E’ importante, durante il voto, non sovrapporre le schede (hanno la caratteristica della carta carbone), pena l’annullamento del voto. 
Per votare fuori sede, vedi qui

Si tratta di referendum abrogativi: si dovrà votare SI se si vogliono cancellare le norme al centro dei quesiti, NO per confermare le norme vigenti. 

Ecco nel dettaglio i quesiti riguardanti l’acqua e il nucleare.

1) Quesito ACQUA PUBBLICA -scheda colore ROSSO
"Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione"

L'abrogazione di questo articolo vieterà gli affidamenti di gestione del servizio idrico a società di capitali, concedendo tale gestione ad enti di diritto pubblico con la partecipazione di cittadini e comunità locali.

Se vince il SI: il servizio idrico è gestito da enti pubblici.
Se vince il NO: la gestione del servizio idrico può essere affidata ad aziende private e a grandi multinazionali.

PERCHE’ VOTARE SI?

 - Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. 
- I contro-referendari sostengono che la situazione attuale, gestita dal pubblico, è tutt’altro che invidiabile (sprechi, costi alti, malfunzionamento) e che l'unica soluzione possibile, per un miglioramento del servizio, è affidarla ai privati. Per smentire questa convinzione, basta osservare la realtà.  Gli esempi a livello internazionale di privatizzazione dell’acqua parlano da soli (a dimostrazione del fallimento dell’esperienza della gestione privata, Parigi dopo 25 anni è tornata alla gestione pubblica). Ma senza andare troppo lontano, basta dare un’occhiata a quei comuni italiani ( ad esempio Agrigento, la provincia di Frosinone e di Latina) dove la norma è stata già tradotta in realtà da diversi anni (anche prima del decreto Ronchi).  

- La privatizzazione non può essere la soluzione, soprattutto in Italia, dove il privato (non solo per la gestione dell’acqua) non è certo una garanzia di trasparenza, efficienza e legalità. La gestione privata, in assenza di controlli e in un contesto socio-politico più che favorevole alla corruzione, non può che trasformarsi in speculazione e  profitto.

Qual è allora l’ alternativa? Il miglioramento di una gestione pubblica dell'acqua, virtuosa e trasparente, grazie alla partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni e al controllo su un bene comune di vitale importanza. In Italia esistono, a tal proposito, alcuni esempi virtuosi (vedi il caso di Milano).
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2) Quesito ACQUA PUBBLICA determinazione TARIFFA- scheda colore GIALLO
"Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma"
 
La parte che si vuol modificare con questo referendum riguarda il comma che permette al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento del servizio. Significa che le tariffe dell'acqua possono essere aumentate arbitrariamente, giustificandole con investimenti.

Se vince il SI: le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.
Se vince il NO: le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo ed ottenere profitti garantiti sulla tariffa.

PERCHE’ VOTARE SI?
 Perché in quanto bene pubblico, nessuno deve fare profitti con l’acqua. Se vincesse il NO o non si raggiungesse il quorum, le imprese che si faranno carico dei servizi di gestione, nonché dei costi di esercizio, potranno recuperare tali investimenti, aumentando in maniera arbitraria il costo delle bollette dell’acqua.
Si creerebbe così un vero e proprio business, che vede come principali attori multinazionali italiane e straniere. Ricordiamo che la gestione privata dell’acqua è già attiva in Italia da diversi anni e i risultati sono forse più eloquenti di qualsiasi richiamo etico all’acqua come bene pubblico. È un dato di fatto che gli affidamenti degli ATO ad aziende miste o private, hanno comportato sostanziosi aumenti delle tariffe e quindi delle tasse per i cittadini. 
Ma non basta. Ad un maggiore costo non corrisponde certo l’ efficienza della gestione privata, tanto declamata da chi si asterrà a questo referendum. I rincari non sono stati seguiti da investimenti per migliorare le infrastrutture o tutelare la qualità dell’acqua, a testimonianza che l’unica logica a imperare è quella del PROFITTO a danno dei cittadini. E i problemi dell’acqua in Italia sono ancora tutti lì … ma decisamente più cari. 
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3) Quesito NUCLEARE- scheda colore GRIGIO
 "Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme"
 
Si chiede l'abolizione di una parte del decreto legge ("disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge "con modificazioni" il 6 agosto dello stesso anno) che permette la costruzione e l'utilizzo di nuove centrali per l'energia atomica in Italia.

Se vince il SI: in Italia non verranno costruite centrali elettriche nucleari.
Se vince il NO: rimane valido il permesso di costruire centrali nucleari nel nostro territorio nazionale.

PERCHE’ VOTARE SI?
 Per scartare definitivamente il nucleare come soluzione per il nostro Paese e scegliere l’alternativa dell’energie rinnovabili. Fukushima e Chernobyl sono solo gli esempi più eclatanti di quanto il gioco non valga affatto la candela e che l’unica strada possibile è la ricerca di un equilibrio più stabile tra umanità e natura. Secondo Greenpeace, “Al contrario di quanto l’industria nucleare e l’ENEL ci raccontano, costruire abbastanza centrali nucleari per ridurre in modo sensibile le emissioni di gas serra ci costerà miliardi di euro, produrrà decine di migliaia di tonnellate di scorie altamente radioattive, contribuirà alla proliferazione militare e non è immune da rischi di incidenti gravi e gravissimi. Inoltre, prosciugherà le risorse economiche necessarie a perseguire le vere soluzioni per evitare i cambiamenti climatici”.  
E’ la prospettiva ad essere sbagliata. Più che interrogarsi su come produrre sempre più energia, il governo e la società tutta dovrebbero preoccuparsi di come risparmiarla e ridurre i consumi per poter garantire alle prossime generazioni un futuro migliore.
Esiste, infine, un’altra ragione per escludere il nucleare proprio in Italia. Lo dice un’accanita sostenitrice dell’energia nucleare come l’astrofisica Margherita Hack : “Penso […] che del nucleare oggi se ne possa fare a meno in Italia. Anche perché gli italiani sono poco affidabili: un paese dove, come si è scoperto all’Aquila, si può costruire mettendo sabbia nel cemento o tagliando piloni alle fondamenta, o dove la mafia si infiltra dappertutto, è un paese dove c’è da preoccuparsi. In queste condizioni, è meglio lasciar perdere impianti così pericolosi”.
Fonte www.otrevie.com
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